martedì 12 aprile 2011

Ispirata da Anne Frank

Sono giorni che pubblico fotografie e non approfondisco scrivendo qualcosa, come facevo un po' di tempo fa.
Mi manca uno spazio ideale per isolare il cervello dal resto del mondo, che è la condizione utile per riuscire a canalizzare le idee e scriverle con ordine.
Ci sarebbero miliardi di cose da dire.
Vorrei, come sempre, metterlo nero su bianco per ammetterle fingendo di leggere un romanzo estreaneo alla mia vita e anche per poterle poi leggere e analizzare e capirle in seguito.
In questi giorni sta ritornando a galla la vecchia passione per la lettura e, guarda caso, mi è capitato per le mani il „Diario di Anne Frank“.
Nel periodo scolastico in cui lo leggemo in classe, lo trovai noioso.
La cronaca die giorni sempre piatti e monotoni di una ragazzina nascosta durante la seconda guerra mondiale... per poi scoprire che, anni dopo, in quella ragazzina avrei ritrovato parte di me. A partire dalla passione per la scrittura, passando per il sogno di diventare scrittrice o giornalista in futuro, arrivando al fatto che un diario l'ho sempre tenuto e, ancora oggi, lo scrivo on line, nella forma moderna di diario segreto: il blog.
Se dico che il mio primo diario ricevuto per il compleanno l'ho iniziato a scrivere in quinta elementare quando a scuola iniziammo a leggere proprio il libro di Anne Frank, ci si crede?
A quel libro avevo dato un appuntamento futuro in una data non specificata, non avevo veramente chiuso i ponti e in questi giorni ho semplicemente ritrovato il gusto di riavvicinarmi alla questione.

Sono capitate anche altre cose che mi hanno colpita, una fra tutte: ho constatato la perdita di alcune persone cui sono certa di non aver fatto alcun torto, ma in qualche modo serbano risentimento nei miei confronti.
Perdita.
Interessante uso della parola, direbbe la mia amica Veronica.
Non si tratta di una perdita che mi provoca vero dispiacere, come nel caso di quella vecchia amica con cui c'è stata la diatriba scatenata dalla nota infame su facebook. Ma è uno di quei fatti che mi istiga prepotentemente a ragionarci sopra.
Sono uno spirito libero, io. Nelle amicizie amo avere i miei spazi, non farli invadere, non sono abituata a far sapere alle mie amiche o a qualsiasi conoscente che frequento per brevi o lunghi periodi le date delle mestruazioni, il giorno in cui incasso lo stipendio o le mie abitudini più private.
La verità è che amo moltissimo stare per conto mio, quindi poi certe robe private e personali le conosce chi vive con me ogni singolo momento della vita, gli altri sanno solo il resto, e lo sanno quando lo racconto loro nei momenti che non dedico a me, me medesima e me stessa.
Insomma, ho avuto periodi mondani, tutti discotecosi e localosi, fatti di sms „oh, a che ora ci vediamo davanti all'ingresso?“, di chiacchierate al tavolo di un locale „io con quello mi ci sento e basta perché non mi sembra tanto affidabile“, „con il mio ragazzo ci siamo conosciuti e messi insieme nel giro di una sera e una notte passate a parlare altissimo per contrastare la musica e ballare, ballare e ballare fino a che il sole non è salito all'orizzonte e ha illuminato la pista della discoteca“.
Cazzo, possiamo non aver condiviso anni e anni di amicizia, possiamo anche aver avuto un legame durato poco ma per me questo non significa la cancellazione definitiva.
Non ho amicizie vere e indelebili, quindi forse faccio confusione quando mi aspetto una risposta cortese e positiva dopo che mi faccio risentire dopo un secolo che sono sparita.
Dopo che siamo sparite entrambe e abbiamo condotto la nostra vita.
A me, del fatto che non ci caghiamo da un'eternità non interessa niente, possiamo riscriverci e scambiare quattro parole e nessuno è compromesso.
Non capisco 'sta cosa del 'se non ci sentiamo ogni singolo momento, ogni singolo giorno, se non ci siamo frequentare regolarmentissimamente per almeno un tot di tempo, allora ci possiamo anche cancellare a vicenda'.
Perché altrimenti mi cancelli fisicamente dalla lista ancora prima che io ti possa contattare, visto che non ti scomodi a dare una cazzo di semplicissima risposta...
Non saranno poi tanto leggere da volare davvero, le parole, ma non pesano nemmeno così tanto che ormai la gente non le tira più fuori per una semplice risposta.
Cazzo, pare valgano oro, ormai!
Non ci rimango proprio male, è che ho la segreta speranza che il mondo di punto in bianco si inizi a popolare di persone che non hanno bisogno degli altri costantemente.
Vorrei che fosse possibile fare la propria vita, dimenticare il resto del mondo, lavorare e passare in gallerie buie in solitudine per poi uscire dal tunnel e ritrovare i volti incontrati una o più volte nel passato.
Ritrovarli, sul serio però. Sorridenti, che anche loro hanno condotto la loro vita, sono cresciuti, hanno ingrandito i loro orizzonti, sono sereni, e soprattutto non hanno la voglia di farti pesare che tu sei stato/a per conto tuo per un secolo e ora rispunti dal nulla così, dopo non esserti fatto/a sentire da tanto e pretenderesti pure che non ci rimanessero male.
Forse sono strana, ma per me non ci sono vincoli per vivere e spostarsi, muoversi e esplorare la vita, anche scoprendola da soli.
E sentire il peso di questa scelta da parte degli altri è ogni volta la constatazione del fatto che il cervello delle persone può anche conoscere il meccanismo dell'ibridazione chimica di un composto organico, ma non sa arrivare a concedere agli altri lo spazio di cui hanno bisogno.
La mente che sa comprendere un procedimento complicato è proprio quella che si incastra nel comprendimento delle cose più semplici.
È un controsenso, ma quanto è vero.
Tutti i geni del passato sono passati alla storia e hanno dato i natali alle loro invenzioni proprio grazie al fatto che il loro cervello, per assurdo, aveva tante lacune nella comprensione di cose di minima difficoltà.
Non esiste la perfezione assoluta, non c'è un cervello umano che sappia evolversi in tutte le direzioni.
Il genere umano non saprà mai raggiungere una perfezione così.
Mi sento un po' come quei geniacci leggermente stralunati nati con un prodigio nella testa e nelle mani ma senza la minima concezione di come si debbano gestire cose tanto semplici come i rapporti umani.
Riportandola ad un piano meno ipocondriaco, credo che il caso di cui ho parlato sopra possa essere l'ennesima situazione dettata dall'invidia.
Se sei mio amico su facebook leggi diversi affari miei che, forse, provocano un moto di stizza nelle persone che, anziché evolversi e lasciare la loro vita tutta musicale e casinara, stanno fermi sul loro binario da anni e passano da una delusione all'altra sbandierandola sulla bacheca e cercando costantemente sostegno di una persona qualsiasi, tra chiunque legga.
Io odio urlare i miei dispiaceri, ne parlo solo se li sto analizzando, ma non cerco sostegno dagli altri della serie: „oohhh, poverina, che mondo stronzo ti gira attorno!“. Me ne frego se non ottengo una risposta solidale che mi dia il semplice contentino che mi porta alla conclusione: 'il mondo è una merda e io sono una povera derelitta che ha tutte le sfighe del mondo sulla testa“.
Sì, gran parte delle cose che mi capitano sono anche causa mia, e ragionando e scrivendo voglio arrivare a capire la situazione, ma se le persone non stanno lì a fare la gara per darmi il loro sostegno non è che inizio a scrivere la lista nera di chi non va più calcolato, nemmeno in nome della semplice cortesia.
Dunque, la deduzione più semplice che mi verrebbe da fare è che gli spettatori della mia pagina vedono che combino i cazzi miei molto beatamente, che – se  scrivo – scrivo solo cose belle e positive, che se pubblico roba è sempre riguardante i miei piaceri, i miei amori.
Che se scrivo i miei problemi, non li ingigantisco piangendo a fontana.
Che, dopo tutto quello che succede, prendo valigia e giro il mondo. Pubblico foto di tutti i posti che visito, che sono fidanzata e che la mia è una vita con i controcoglioni. Sembrerebbe, almeno. E solo la capacità di saperla far apparire così fa incacchiare mezzo mondo.

Dunque, ricevo un tuo messaggio in un momento in cui sta sicuramente succedendo qualcosa, come quando è successo qualcosa nella tua vita e io non ti ho scritto un bell'emerito cazzo. Per coerenza, e anche un po' per osmosi e pure per la legge del contrappasso, facciamo che non ti rispondo.

Ah ah.
Certo non le avrei risposto: „brutta stronza, allora rispondi se ti cercano“. 
Me ne frego se non mi ha mai scritto di spontanea volontà quando era chiaro che nella mia vita stava accadendo qualcosa, sarebbe bastata la risposta a ciò che ho scritto io, un po' per approfittare di un discorso per rompere il ghiaccio, e – volendo – avrebbe potuto chiedermi di me senza che io avessi intenzione di farle pesare che me l'ha chiesto solo dopo che l'ho contattata io.
Boh, ripeto, io i meccanismi delle amicizie non li capisco proprio.
Amore e amicizia sono, per me, gli unici contesti dove non vanno messi regole e obblighi. Certo, se abbiamo smesso di sentirci per un particolare motivo, in seguito ad un disguido, non ho niente da dire, capisco bene.
Ma se sono le nostre personali vite ad averci allontanato, cosa conta quanto siamo rimasti distanti? Anzi, a volte può essere divertente ritrovare qualsiasi persona con cui si sia condiviso qualcosa, e capire cosa è cambiato e come.
È bello.
A me piace ritrovare le persone dopo tempo perché così c'è tanto da raccontare, sia per me che per la persona che ritrovo.
Amo aggiornare gli altri e amo scoprire le loro novità.
Quindi non mi offendo se una persona – per varie ragioni – non la sento o vedo più, se la reincontro si riprende semplicemente il filo del discorso.
So che ci sono le persone incapaci di questo e, fortunatamente, conosco anche esemplari unici che sono simili a me. Che sanno ritrovarti, sanno essere ritrovati e ci sono sempre.
Hanno vissuto, ti hanno lasciato vivere, e sono sereni per conto loro, anche per te magari... e tutto è più semplice.

4 commenti:

  1. Non è facile gestire le amicizie, ne abbiamo già parlato. Io ho alcuni amici strettissimi, ma molti li ho persi per strada. In primis a causa dell'invidia: io sono esattamente come te, odio fare la vittima, aucompiangermi. Preferisco condividere le mie gioie piuttosto che i miei dolori, soprattutto su facebook. Ed è capitato che qualcuno mi dicesse velenoso che io sono fortunata e mi fila tutto liscio. Ho trattenuto un VAFFA e... ho sorriso. Mi invidiate? Ve lo lascio fare. Se non sapete apprezzare le cose belle della vostra vita problemi vostri. ;-)

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  2. Or bene, questo post mi ha rubato l'intera serata! :) A giudicare dai toni, sembri abbastanza arrabbiata e soprattutto, leggendo, mi sembrava di essere una spettatrice, che le tue parole fossero dirette a una persona soltanto!
    Hai iniziato parlando di Anna Frank. A me piaceva già tantissimo ai tempi delle medie e anch'io, come te, ho tenuto diari e diari segreti! Non sognavo di diventare una giornalista, ma mi credevo già scrittrice!!! Ahahah! Ero convinta che le poesie che componevo un giorno sarebbero state "studiate a scuola e parafrasate"! Ahahahah! :D Che ridere!!!
    Per quanto riguarda l'amicizia, anch'io non sono il tipo che aggiorna (tra l'altro io non ho proprio facebook e mai 'avrò perché non voglio neppure che si sappia chi conosco, cosa faccio... Dunque ti batto, in fatto di privacy!), sono però sempre pronta, come dici tu, a riprendere il filo del discorso, seppure dopo un certo periodo di silenzio. In genere chi mi conosce non s'aspetta altro, in genere chi mi conosce mi vuole bene e si comporta di conseguenza. Non so, forse in questo caso, come in altri, magari a correre in mio aiuto è il modo disincantato con cui giudico...

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  3. Siamo molto simili, io amo i miei spazi e nessuno neanche un amica deve privarmene,li metto sempre in guardia a relazione cominciata,ma poi le amiche si sa si prendono mani e piedi insieme e questo non mi va neanche a me. Spesso do tagli netti a relazioni di amicizia che mi danno un senso di soffocamento, saro´ che anch´io sono strana ,ma in questo modo ci vivo benissimo!

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  4. @imperfect: che poi, la mia è una teoria, perché nemmeno si scomodano a dirmelo "a te va tutto bene", almeno mi prenderei la soddisfazione di sapere che tutto stà nell'invidia :-D ma, ripeto, se non è quello che altro può mai essere?? inutile inventarmi centomila teorie, secondo il rasoio di Occam molto spesso la soluzione più semplice è proprio quella vera!
    @Pandora: ciao!! che bello trovarti nei miei commenti! sono arrabbiata perché mi prende proprio così, non tanto per la persona che avrei "perso", non ha avuto molta influenza nella mia vita ma, sinceramente, non è nemmeno successo nulla che motivi una non-risposta, anche dato il fatto che ho scritto in modo molto tranquillo, specificando scherzosamente: "uh, non ci sentiamo da un secolo, ma come va? ho visto che... ho letto che... ma daaaaiii" una roba così. Bastava poco per metterci una pezza ma la gente è pesante, se vuole.
    Ahaha in quanto ai propri scritti parafrasati e studiati a scuola, lo pensavo anche io :-D
    @wanesia: ma sì, noi siamo da amicizie 2.0 >_> niente robe antiquate e troppo tradizionali!

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