lunedì 28 febbraio 2011

Romanzo sull'amicizia

Eccolo arrivato, un nuovo inizio settimana.
Qui in Tedeschia la domenica è sacra e la maggior parte delle persone non lavora. È festa, per tutti.
Anche per chi dovesse aver dimenticato di comprare quel fondamentale ingrediente da mettere nella soße per la carne o la pasta che dovrebbero fargli scampare un eventuale digiuno... Nichts!
Se la domenica hai bisogno di qualcosa, arrangiati, quì - a parte quattro domeniche all'anno - trovi tutto chiuso, sbarrato, puoi morire! Anzi, no, ci sono i ristoranti aperti - che invece hanno chiusura abituale il lunedì - e quindi, spegni la cucina di casa e apri il portafoglio!
Ad ogni modo, non è questo il tema di oggi. Volevo solo dire che, la domenica - se non lavori in un ristorante che, appunto, è uno degli unici esercizi ad avere il permesso d'apertura - te la godi in pieno. Per ciò che è e significa.
E quindi, ieri è stata una bella giornata di riposo. Sveglia ad un orario X non precisato e non indotto da alcun apparecchio trillante. Colazione ad minchiam fatta davanti al pc e/o alla tv. Pranzato a metà pomeriggio. Pc, scazzo, giochi e coccole a turno, sempre abbastanza slegati da qualsiasi vincono programmato...
Ah, che bello.
Ogni tanto mi venivano anche in mente riflessioni su temi da trattare qui, ma stamattina il vuoto cosmico nella testa mi ha impedito di affrontare tali argomenti... magari non erano così tanto importanti, oppure non sono argomenti ancora maturi nella mia testa perché riescano a venire fuori in forma di parole per comporre una lucida esposizione. Non lo so.
Sta di fatto che vado a fare una rassegna degli ultimi post dei "Blog che leggo" e trovo una riflessione di ImperfectWife che mi riporta alla mente una pseudo-amicizia interrotta a pochi giorni dalla fine del 2010, apparentemente perchè sono ridicola, immatura e patetica.

Vorrei essere sentitetica ma chiara, ho elaborato parecchio la questione e ho scritto lunghe riflessioni, magari stavolta avrò bisogno di meno parole per spiegare in modo efficace il tutto. Vediam che viene fuori.

Pseudo-Amicizia ha come protagoniste me medesima più "lei".
La chiamo pseudo-amicizia (p.a.) perché se mi trovassi davanti ad un muro di cemento armato che cade davanti ad un soffio di vento, direi che quel muro è di paglia, non di cemento armato, ecco.
Lei e Me medesima si conoscono e trovano parecchie affinità durante un periodo di lavoro che le tiene a contatto stretto per un paio di mesi. Periodo in cui si stringe un rapporto piacevole e anche confidenziale.
Le due hanno una differenza di età di quasi 20 anni, ma si riescono ad adattare bene alla cosa.
Durante lo stesso periodo me medesima inizia un rapporto sentimentale con una persona conosciuta dove ha conosciuto anche lei. Tale rapporto sentimentale si protrae per quasi un anno.
Dopo aver lavorato per qualche mese nel posto dove ha conosciuto lei e ex, me medesima cambia lavoro ma tiene ancora qualche contatto con lei, anche perché ex lavora sempre presso lo stesso posto e le occasioni di rivedersi con lei sono frequenti.
Fuori dalle occasioni nate in tale maniera però, le due non cercano altro modo per vedersi.
Che sia un rapporto con dei limiti, può notarlo anche Topolino.
Ma, finchè il rispetto c'è, non si discute. Un po' come essere fidanzati ma vivere comunque a casa di mamma e papà, non vedrai mai le magagnette che ti nasconde il partner e se occhio non vede, cuore non duole. Dicono.
Succede che marito di lei propone di nuovo un lavoro a me medesima e i rapporti con l'ambiente di lavoro lasciato si ricuciono. Ambiente di lavoro diverso, e ex è fidanzato di me medesima ancora per poco.
Lei e me medesima non si vedono tanto spesso, comunque, ma, quando succede, Fidanzato - che ancora non aveva il suo ruolo attuale nella vita di me medesima - è appena irrotto nella scena.
A me medesima, Fidanzato non ha fatto un'impressione rosea all'inizio (l'amore non è bello se non è litigarello giusto?), tant'è che con lei commentiamo certi comportamenti di Lui e siamo d'accordo nell'essere perplesse. Passa il tempo e l'opinione di me medesima cambia. Me medesima si innamora di tale persona ed è così che Ex è diventato ex!
Bel casino. Sensi di colpa per Me Medesima perché anziche avere un istinto che la porta dove si dovrebbe, l'ha condotta in una direzione impopolare per tanti. Poco condivisibile. Da Stronza nei confronti di Ex, trattato come un uccellino scacciato dal nido appena nato...
Me medesima evita di parlarne troppo per evitare di sentire la solita solfa: "Ma sei matta?", "Ma... come? E ex?!?! Come gliel'hai detto? Come ha reagito? Come sta?", "Beh, a me Fidanzato mica piace così tanto... bah...".
L'unica persona che, in mezzo al trambusto, me medesima ha chiamato per confidarsi è quella che le ha saputo regalare le parole più confortanti e importanti. Il resto del mondo ha buttato nel calderone parole decisamente inutili, se non miranti a minare una situazione traballante di suo perché appena iniziata.
Comunque. Lei scopre, chiedendo casualmente ad ex di me una sera, che me medesima e lui non stanno più insieme. Mattina dopo, Lei chiede a me medesima se le deve raccontare qualcosa con il tono da mamma che vuole riproverarti dato che ha scoperto che hai rubato la marmellata e - secondo lei - avresti potuto chiedergliela senza macchiarsi di misfatto...
Me m. le risponde che aspettava di vederla per parlargliene, perché c'erano dovute aggiunte da fare e avrebbe preferito farlo con parole dirette, non telefoniche. Lei dice "Pensavo fossimo più amiche, pensavo mi avresti detto subito una cosa del genere, senza farmi fare una brutta figura cosí con Ex".
(Faccina preplessa: anche chi se ne frega).
Ad ogni modo me m. e lei parlano della nuova situazione, in una conversazione che denominerei 1/2, perchè poi arriva anche un secondo round.
Me m. ha sempre sensi di colpa e riserbo nel parlare apertamente e vivere la sua storia davanti a chi l'ha sempre vista con Ex e poi, improvvisamente, la trova accanto a Fidanzato.
Se davanti ad un tavolo da gioco ci sarebbe stato da scommettere qualcosa sul futuro di me m. e fidanzato insieme, probabilmente il mondo non avrebbe investito mezzo soldo.
Ad ogni modo. Me m. e Fidanzato all'epoca erano parecchio litigarelli. Appena conosciuti e effervescenti di nascita entrambi, c'era da ridere e divertirsi :D
Lei e Me m. si rivedono qualche settimana dopo l'inizio dell'idillio, in corrispondenza di una delle frequenti baruffelle di me m. con Fidanzato e arriva il famoso secondo round (2/2).
Me m., seppur in lotta mentale con Fidanzato, dice apertamente a lei che ciò che l'ha mossa per sconvolgere la sua vita e il suo mondo è stato un innamoramento fulmineo e totalizzante, che la sta portando a pensare di condividere la vita con lui, anche dopo l'estate.
Lei sa che me m. e fidanzato hanno una baruffa in atto e, per un po' ignora la cosa, ma quando si arriva ad un certo punto, viene utilizzata la cosa per sparare parole un po' velenose.
Lei: beh, Fidanzato a fine estate - lo sai - dovrebbe ritornare in Tedeschia... tu che fai??
Me medesima: in realtà non si è ben capito cosa ha deciso, ma nel caso - se c'è lavoro anche per me - io ci vado!
Lei: ma... come?? non è necessario che ci fai anche progetti grossi insieme... vivitela per quello che è, adesso. Ti piace? Fattelo e basta, una, due cinque, dieci volte... Ma non investirci troppo sentimentalmente...
Me medesima: Non è per questo che ci sto insieme, non è solo per questo che mi piace!
Lei: Sì, ma a te piace lui. Si vede che sei molto più coinvolta tu. Si vede che lui è molto meno preso di te! Lui a pelle a me non piace mica tanto.... (altra faccia perplessa di me medesima). Ora tu, da dentro non te ne accorgi, ma lo vedi come fa lo svenevole con le clienti... con tutte!! Uno che è alle prime fasi del rapporto è molto più concentrato sulla persona con cui sta, non sul fare il galletto con le altre! Fattelo dire, io ci sono passata prima! Mi è successo lo stesso! E lui mi sembrava facesse di tutto per me, poi ho scoperto che aveva moglie e figli... e ci ho pure convissuto. Non fidarti troppo... anche io non ci credevo, anche le mie amiche cercavano in tutti i modi di farmi vedere la verità ma io me la raccontavo...
(Me medesima nel frattempo butta spesso un occhio in una certa direzione per vedere se Fidanzato viene a cercarla per chiarire la discussione e lei nota la cosa).
Lei: vedi... tu stai sperando che lui venga qui a chiarire, eppure non lo fa. Non lo farà... Cosa ti fa pensare questo? Tu andresti anche da lui, per mettere una pietra sopra, ma a lui non interessa abbastanza per fare un passo indietro, invece....

Groppone in gola dal momento in poi. Pulcine bastarde nell'orecchio.
Me medesima ha poi proseguito la relazione con Fidanzato. Con alti e bassi e tanti progetti insieme.
E con la scoperta che, a volte, anche se qualcuno ha un età anagrafica maggiore, non per forza possiede la realtà rivelata nelle tasche.
Arriviamo alla fine del 2010 e me medesima pensa che - a dispetto del fatto che il mondo aveva previsto la relazione sarebbe durata non molto - sono passati alcuni mesi così, un giorno, si sfoga più o meno velatamente scrivendo una nota  su facebook in cui si parla di due persone in particolare senza nominarle. Due persone spara sentenze cui voleva dare una risposta.
Una delle due persone viene mandata a cagare, l'altra - che corrisponde alla persona di "lei" - viene messa al corrente che le sue parole sono state difficili da digerire, ma non vengono sparate particolari offese, se non un insinuazione un po' cattivella, ma utile allo scopo primario: stanare la talpa, provocandola.
Lei legge la nota e, sebbene per me m. e per Lei era chiaro che parlassi di due persone differenti, decide di indignarsi per l'invito di andare a cagare, ma non coglie - almeno apertamente - quell'insinuazione che, invece, era chiaramente rivolta a lei.

Riportando tutto al personale, il racconto prosegue così...
Lei mi scrive di conseguenza una mail dove annuncia che sono ridicola, immatura e patetica. Quindi mette stop all'amicizia e mi cancella dalla sua lista. Le rispondo e le cerco di spiegare che ha travisato alcune cose ma che, comunque, le ferite per certe parole che mi sono sembrate condite di un po' di cattiveria sono quelle che mi hanno spinto a scrivere.
La nota su facebook non voleva essere un gesto inosservato, un gesto che speravo lei non notasse.
Era un'esca con la quale tirare fuori dall'acqua quel pesciolino nascosto.

È difficile dire quali siano diritti e doveri di un'amica. Principalmente il volersi bene, e non escludo che certe raccomandazioni siano arrivate da quella direzione.
Ma, se sai bene che un rapporto sta vivendo un occasione un po' difficile, devi rimandare quel discorso dove vuoi dire peste e corna della persona che il destinatario delle tue parole ha accanto, vuole accanto.
Perchè altrimenti lo fai sapendo che non ho risposte da darti per difenderlo. E, infatti, mi sono fatta imbambolare la testa perchè in quella fase del rapporto eravamo troppo immaturi come coppia per avere certezze ferree l'uno nell'altra, se non quelle che ci suggeriva l'istinto.
La cosa che più mi è bruciata? Pensare che - con il senno di poi - le certezze che non avevo prima le ho conquistate, scoperte e che avevo ragione a volergli bene, ad essermi innamorata di lui ma non ho potuto urlarglielo in faccia quella sera che, per me, lei aveva solo parole che non servivano a nulla se non a deprimermi di più!
E mi brucia non averlo difeso dalle sue parole, perché in quel particolare momento tutte le mie convinzioni non potevano essere al 100%.
E avrei voluto avere il passato che ho oggi per avere la forza e la certezza di poterle dire che quelle parole erano solo d'invidia, perché se a lei è capitato l'impostore che l'ha presa in giro, non è detto che capiti a tutte.
Cosa avrei voluto? In quel momento ero fragile e troppo influenzabile per reggere un discorso di quella portata ad armi pari con una persona esterna alla coppia. Avrei preferito che lei capisse la situazione e mi desse una valvola di sfogo. Semplicemente una parola per darmi coraggio, che avrei trovato un modo per riprendere le cose con Lui, magari il giorno dopo. Avrei voluto una distrazione, una serata diversa e delle parole sagge da una persona che certe cose le ha vissute e superate.
Perché approfittare di un momento in cui sai che io e Lui siamo in bilico per sparare a zero contro la sua direzione? Che speri di fare?
Come se lei mi avesse mai raccontato una crisi sua e di suo marito e io avessi mai approfittato per dirle: "Ehh behh, finalmente hai finito di dare retta a quel brutto pezzo di merda che ti prende solo in giro".
Chiusa la crisi, la litigata o qualsiasi cosa sia, continua ad essere suo marito. Quindi mi regolo comunque.
Anche perchè in quel particolare momento in cui dentro di lei c'è qualche puntino di domanda, contribuisco con una frase così a creare dei Puntoni di domanda.
Un'amica deve sorreggere principalmente, e capire le scelte dell'altra.
Come dicevo diversi post fa, mai invadere certi spazi, oltrepassare dei limiti.
Quello è il rispetto, che non va dimenticato nemmeno nei rapporti più confidenziali.
Non rispettando le persone che ho scelto, le persone che amo - anche quando ci ho litigato - non rispetti me e le mie capacità di scelta.
Per chiarire: io di un mio famigliare posso dire peste e corna, ma li amo tutti. Infinitamente. Se qualcuno cui ho raccontato qualcosa durante uno sfogo  osa dire una mezza parola storta su di loro, divento una bestia.

Ecco: di un'amica che ogni tanto ha commesso sbagli simili a questo e non l'ho ripresa e che ha continuato a fare la stessa cosa, portandosi all'aneddoto che ho qui su raccontato, io cosa me ne posso fare?

Aveva l'occasione di capire che mi aveva ferito parlando in un certo modo ma non ha voluto cogliere l'appunto e si è indignata perché non gliel'ho detto chiaramente.

È abbastanza chiaro che anche prima dello sfogo su facebook chiamarci amiche sarebbe stato ridicolo.
Perchè se non hai nessun problema con me, se scopri anche per vie traverse che sono partita, che sto ancora con lui, che sto tentando una nuova vita... potresti scrivermi con la pace di tutti e dirmi due paroline: "Ehy! ciao, come va? ma che fai? sei matta? allora... felice? come sta andando con lui?". Magari troviamo il punto per stemperare la tensione di quella famosa discussione e passiamo avanti.

In fondo, credo che lei non abbia mai sopportato di buon grado il fatto che ho lasciato Ex. Le stava simpatico, non le ha mai dato del filo da torcere, non ha mai dato del filo da torcere nemmeno a suo marito. Era comodo - come persona - sia per lei che per lui.
Fidanzato, tutta un'altra storia.
Per questioni di lavoro non è rimasto in buoni rapporti con suo marito e con lei non ci sono mai stati grossi scambi.
Per il fatto che ho preferito Fidanzato a Ex, sicuramente sono apparsa agli occhi di tutti come una persona nuova. È stata la dichiarazione non ufficiale di una me stessa che nessuno conosceva. Una dichiarazione che non è piaciuta. Quindi - per vie un po' traverse - anche lei ha cercato un modo per discostarsi da me, a causa delle mie scelte personali.

Che sarebbe come dire: sono tua amica finchè piace il colore giallo a entrambe. Se tu un giorno cambi idea e dici che ti piace il verde sei fuori. Ciao ciao!!

Posso aver scritto un immenso romanzo con dovuti particolari, ma se avessi scritto solo l'ultima frase sarebbe stato un riassunto sufficiente.

E, io, non ci ho perso davvero niente!

5 commenti:

  1. 'Mazza..e meno male che dovevi essere sintetica!
    Ma è così, quando si inizia a parlare di cose che ci feriscono profondamente le parole si moltiplicano inesorabilmente perchè pare che ognuna di esser riesca a risollevare di un grammo la pesantezza della tristezza, dell'amarezza, del rancore...
    Riguardo alla storia in sè, non mi pronuncio, perchè le storie son tutte personali..e tu secondo me l'hai già digerita e capita!

    P.s. Non avevo mica capito che anche tu sei in Tedeschia..(se sei anche ad Amburgo è il top!)

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  2. Caspita, che raccontone!! ;-)
    Che dire, sembra proprio che dietro un'apparente amicizia non si nascondesse poi molta sostanza...
    E per fortuna non ti sei lasciata influenzare troppo dai suoi giudizi!

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  3. Io volevo essere sintetica ma poi, è vero, si ha la sensazione che tutte le parole che sgorgano fuori servano e quindi... non ho potuto farne a meno :-P
    Che poi, molto fa la cronaca della storia, la riflessione che segue è abbastanza concisa e chiara.
    E rileggendo mi sono resa conto che sono arrivata al dunque: quando dico "In fondo, credo che lei non abbia mai sopportato di buon grado il fatto che ho lasciato Ex...".
    Tutto è iniziato ad avere un aspetto strano e distorto dal momento che ho fatto la mia scelta e, in un qualche modo, quando si è chiuso tutto è diventata colpa mia.
    Ma semplicemente perché non ho stanato la talpa prima. Se avessi messo una qualche trappolina dove farla cascare, prima, forse non avremmo chiuso con lei convinta di avere la ragione di potermi chiamare immatura e ingrata.
    Ma questo mi servirà per un futuro, ad essere più furbetta e meno disponibile.

    @Imperfect: Non nascondeva molta sostanza, no. E di farmi influenzare dalle sue parole... bah.
    Io sono una di quelle che se le cade un macigno in testa camminando nel deserto non smetterò di camminare nel deserto, solo guarderò il cielo più spesso per essere preparata a ciò che può arrivare.
    Tutti nella vita abbiamo brutte esperienze, ma non ci devono impedire di dare ragione al nostro istinto, di vivere, di osare.
    Un amore sbagliato non può essere motivo di chiusura a nuovi amori. Perché amare non è sbagliato, si sbagliano le persone cui indirizzare quell'amore magari... però, insomma, anziche fare terrorismo, perché non mettere la propria esperienza nelle mani di chi non ha ancora vissuto certe cose e guidare nel modo giusto?
    Io, un amica piú piccola di me, la vedrei come una sorellina.
    Se la impaurisco sono quasi sicura che non mi confiderá piú niente, che ci guadagno?
    A meno che non voglio proprio irritarla, devo trovare un modo più friendly!
    Ecco, i dubbi mi vengono qui: perché non ha voluto trovarlo, questo modo, e ha preferito irritarmi?
    Inizialmente mi sono soffermata a ciò che è successo, poi ho capito che, appunto, lei ha solo cercato un modo per allontanarci dato che non le piacevo più...

    Ah, ZiaAtena, sì sono in Tedeschia. Ti ho trovata da Wonder e leggendo il post dove dici che andrai ad Amburgo ti ho subito commentato e messo nei BLOG CHE LEGGO :D io mi trovo più al centro, ma siamo pur sempre italiane in germania (saremo) e mi piace il confronto, è particolare e interessante leggere situazioni simili alla propria, l'impatto con la lingua, con la terra... ho fatto una rapida ricerchina di altri blog scritti da ragazze it all'estero e non mi eri capitata, è stato un caso, ma piacevole...

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  4. Invidia cara Kisal, spesso le persone ti dichiarano amicizia poi quando le cose girano nel verso giusto per loro tutto va bene ,appena le carte girano s´innesca l´invidia. Fregatene certa gente meglio perderla che trovarle, questa e´ la mi filosofia in base alle amicizie, sara´ che in un modo o nell´altro mi hanno sempre voltato le spalle..ed io ho sempre vissuto alle grande anche senza di loro. Una cosa voglio farti notare,ilo fatto che ancora ne parli di questa pseudo-amica non vorra´ dire che ancora ci tieni a lei?

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  5. Wanesia, ovviamente la cosa non mi lascia proprio indifferente. Forse perché tutto è successo di recente - e magari un giorno ci sarò passata sopra anche senza chiarire ritornando in buoni rapporti, cosa nella quale non ho molta fiducia - o forse perché tendo ad ascoltare troppo e farmi carico delle parole di accusa che mi ha rivolto.
    Entrambe ci siamo mosse in modo sbagliato ma la mia esca lanciata su facebook poteva avere anche un esito diverso. Volevo mi sorprendesse, capendo che dietro un comportamento infantile come sfogarsi on line senza parlargliene direttamente c'era un malumore causato da una situazione che, di fatto, ha messo un muro fra noi ancora prima della mia nota su facebook.
    Sì che mi dispiace, un'amica che fa dei favori all'altra e in fase di litigio ti va a dire "ahhh, beh non mi hai mai mandato a cagare finché ti servivo" ti fa un po' stranire.
    Dice che sei un'amica del cavolo tu, ma - ripeto - per le parole acide che sono venute fuori come reazione ad una cosa meno esagerata di quanto sembrasse... la presa per il culo me la sento io addosso eccome!

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